Claas ARION 420 CIS

 

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Il settore delle macchine polivalenti è in rapida espansione. Tutti gli imprenditori agricoli, dal piccolo al grande agricoltore, fino al contoterzista, si stanno rendendo conto che in qualsiasi azienda sono necessari mezzi compatti e polivalenti, in grado di eseguire molteplici lavorazioni con una grande varietà di operatori grazie alla loro semplicità nell’uso, strizzando l’occhio anche ai più esigenti grazie a comfort e personalizzazioni da categoria superiore.

 

 


La Claas ha pensato a questo, partorendo la nuova serie leggera facente parte della gamma Arion. Il fratello minore degli Arion 600-500 si distingue per dimensioni e peso, ma non per comfort, piacere e facilità di guida, il che rende queste macchine adatte per lavori foraggeri, preparazione terreno, concimazione, semina e operazioni di trasporto.

 


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Il costruttore tedesco mette a disposizione tre modelli: 410, 420 e il 430 con potenze che variano dai 95 ai 115 CV di potenza nominale. Da questi le opzioni dei modelli vengono raddoppiate con le versioni CIS (Claas Information System), che oltre a fornire 10 CV in più di power management in lavorazioni alla PDF e in fase di trasposto, consento all’acquirente di poter montare pompe idrauliche maggiorate, un joystick per il caricatore frontale, e una gestione intelligente della trasmissione e dell’inversore di marcia.
La macchina oggetto di questa recensione è un Arion 420 CIS, acquistato a inizio 2010 presso l’Agroservizi S.r.l. di Arquà Polesine in provincia di Rovigo e consegnatoci a fine maggio 2010, ad oggi con più di 800 ore all’attivo nelle quali ha svolo molteplici lavori con diverse attrezzature, più o meno adatte al mezzo, nelle quali si è sempre dimostrato sopra le aspettative.

L’Arion in versione 420 CIS è fornito con fari di lavoro supplementari, specchi telescopici, vetro superiore cielo cabina, sedile pneumatico, 4 distributori idraulici, impianto freni ad aria, sedile passeggiero, tergilunotto, terzo punto idraulico, cilindri sollevatore maggiorati, impianto idraulico a circuito aperto da 98 l/min, radio VDO con vivavoce bluetooth.
I pneumatici montati sono Michelin MultiBib 480/65 R24 e 600/65 R34. Ma vediamo la macchina più nel dettaglio.

 


MOTORE

La motorizzazione dell’Arion 420 è un John Deere Powertech, 4045HRT, 4 cilindri turbo intercooler di 4,525 litri di cilindrata a 2 valvole per cilindro, raffreddato a liquido, con sistema di iniezione common rail denominato Dps e sistema di ricircolo dei gas di scarico per soddisfare i requisiti sulle emissioni Tier III.
Le potenze dichiarate dal costruttore, tutte secondo la normativa ECE R24, sono:


- 100 CV a regime nominale di 2200 g/min e di 110 CV con il CPM (Claas Power Management) attivo
- 105 CV a potenza massima con regime di 2000 g/min e di 115 CV con il CPM attivo
- 460 Nm di coppia massima a 1200 g/min e di 490 Nm con il CPM attivo a 1300 g/min
- 107 CV di potenza alla coppia massima a 1200 g/min e di 115 CV con il CPM attivo a 1300 g/min
- La riserva di coppia si attesta al 43%, mentre con il CPM attivo è del 39%


Il consumo ottimale, sempre dichiarato dal costruttore secondo la normativa ISO TR 14 396 è di 222 g/kwh e di 223 g/kwh con il CPM attivo.

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Il motore presenta una buona elasticità a fronte di consumi nella media per la categoria. Solo nelle prime 250 ore la macchina appariva più legata e meno brillante, specialmente nei trasporti nei rapporti più lunghi. Adesso sembra più elastica consumando leggermente meno rispetto a quando era appena portata a casa.
L’accessibilità ai filtri è ottima; il filtro aria motore è posizionato davanti ai radiatori e si rimuove in pochi secondi. Il filtro è di tipologia a doppia cartuccia, in tessuto quello più interno, e in carta quello esterno: questi hanno sempre dato l’impressione di sporcarsi difficilmente anche in condizioni molto polverose e ventose.

Gli scambiatori di calore posizionati frontalmente si aprono verso l’esterno consentendo un’eccellente manutenzione ordinaria e, durante le lavorazioni, mantengono sempre il motore in temperatura senza che il liquido refrigerante raggiunga temperature vicine alla zona rossa.
Anche la manutenzione ai filtri dell’olio motore è molto buona, consentendo all’operatore di compiere le operazioni di sostituzione in spazi comodi.


TRASMISSIONE

La trasmissione dell’Arion è prodotta dalla GIMA ed è composta da: un modulo “Quadrishift” che comprende 4 marcie, il “Revershift” (invertitore sotto coppia) e un modulo con 4 gamme robotizzate, con un totale di 16 marcie avanti e 16 indietro. È disponibile a richiesta il superiduttore che porta le marcie totali a 32 x 32 e una velocità minima di 120m/h.


Le gamme si suddividono in:


- Gamma A: velocità tra 1,8 e 4,5 km/h
- Gamma B: velocità tra 5 e 9,5 km/h
- Gamma C: velocità tra 10 e 19 km/h
- Gamma D: velocità tra 15 e 44 km/h


Tutte le marcie, nonostante non siano molte, sono ben disposte e non si sente la mancanza di velocità aggiuntive.


Il tutto viene comandato da una leva a joystick che integra la funzione di acceleratore manuale, cambio marcia con la pressione dei pulsanti + o –, e cambio gamma tramite la pressione contemporanea del tasto arancione frontale della leva e i pulsanti + o -.

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Il tutto avviene sotto carico a qualsiasi velocità senza avvertire colpi o rumori provenire dal cambio.

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La trasmissione viene monitorata dal CIS con il quale è possibile, tramite i comandi posti sulla destra del piantone del cruscotto, gestire in un display dedicato numerosi parametri:


- la marcia all’accensione del trattore
- la marcia base con cui partire in modalità trasporto
- il regime motore per la cambiata automatica in modalità trasporto
- la selezione dell’aggressività dell’inversore sotto carico indipendente per la marcia avanti e indietro
- l’attivazione o meno della funzione che mantiene due rapporti di marcia diversi per la marcia avanti e indietro (queste ultime due sono molto comode in caso di lavorazioni a velocità sostenute, o molto lente)

L’inversore sotto carico è posizionato correttamente, non troppo lontano dal volante, e risulta molto morbido e fluido a qualsiasi velocità e regime si voglia fare l’inversione, senza mai strattonare, anche in condizioni d’uso gravose e frequenti.

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Il CIS oltre a gestire e proteggere la trasmissione si occupa di visionare lo stato del motore e, in caso di anomalie impreviste, di provvedere a ridurre regimi motore (motore freddo o guasto) fino addirittura a spegnerlo per prevenire danni. È possibile inoltre tramite il CIS:


- impostare la larghezza di lavoro per ottenere ettari lavorati, ettari/ora, consumo orario e distanza percorsa
- impostare portata indipendente in entrambe le direzioni e temporizzare i distributori elettroidraulici (2 forniti nel joystick per il caricatore o distributori non presenti nella macchina in prova)
- visionare il consumo istantaneo e le ore di lavoro rimanenti con il carburante presente nel serbatoio
- gestire le cadenze di manutenzione indipendenti per motore, cambio e per interventi generali


Nel cruscotto è sempre visibile la marcia inserita e la direzione di marcia, oltre alla velocità di avanzamento e altri parametri quali, ore totali e parziali, regime PDF, selezionabili spingendo la leva del tergicristallo.


Tramite due interruttori posti sul montante sinistro della cabina, sopra ai comandi del sollevatore posteriore, è possibile selezionare o meno la modalità trasporto o lavorazione pesante, e mediante il pulsante “A” inserire la gestione automatica che prevede il cambio delle marcie all’interno di una gamma in caso di lavorazione pesante o alla PDF, e il cambio di gamme e marcie in automatico in modalità trasporto.

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È possibile poi tramite la sola pressione della frizione agli stop in fase di trasporto, scendere alla marcia che il CIS ritiene opportuna in base al carico, velocità e posizione dell’acceleratore; lo stesso è fattibile premendo simultaneamente il pulsante arancione posteriore la leva delle marcie e il pulsante “-“.
Nel caso la modalità automatica non sia attiva, è possibile, sempre in fase di trasporto, cambiare gamme e marcie in continuo tenendo premuto il tasto “+”.


Molto efficacie il freno che il CIS applica in modalità automatica semplicemente rilasciando il pedale dell’acceleratore: questo scala automaticamente marcia senza dover toccare ne freni ne cambio, per poi riselezionare la marcia ideale in base a velocità e carico appena viene ripremuto l’acceleratore.


SOLLEVATORE POSTERIORE

Il sollevatore posteriore di categoria II/III modello TCE 15 T a controllo elettronicosi presenta con le seguenti funzioni:


- interruttore alza/abbassa con posizione di fermo intermedia e interramento rapido dell’attrezzo
- il controllo dello sforzo automatico regolabile tramite rotella su sforzo controllato/posizione o intermix
- rotella per il controllo posizione (profondità di lavoro) con fermo di regolazione di minimo
- tasto di attivazione della modalità ammortizzatore di traporto
- rotella di regolazione della velocità di discesa
- rotella di regolazione dell’arresto alto
- Spia di messa in sicurezza della centralina
- Tasto di blocco in fase di trasporto

 

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Questi comandi permettono di gestire rapidamente e facilmente tutti i parametri del sollevatore in base all’attrezzatura e al tipo di lavorazione, garantendo una grande precisione, specialmente dove si rende necessario l’uso dello sforzo controllato; questo è sempre risultato preciso e mai invasivo, merito della buona gestione elettronica, che permette di sfruttarlo in qualsiasi condizione anche di scarsa aderenza senza che si verifichino delle alzate eccessive dell’attrezzo, evitando strattoni e linearità nella lavorazione.


La capacità di alzata massima, con la capacità di sollevamento aumentata che prevede pistoni maggiorati, agli snodi è di 6456 kg, di 5330 kg su tutta la corsa.

I comandi di alzata e discesa del sollevatore sono replicati sui parafanghi posteriori i quali, per ragioni di sicurezza, consento movimenti di poco più di 10 cm per singola pressione del tasto.


IMPIANTO IDRAULICO

Nella versione in prova è montato l’impianto idraulico a centro aperto da 98 l/min formato da 4 pompe idrauliche tutte a ingranaggi:


- Una da 56 l/min da 195 bar per i distributori ausiliari e frenatura rimorchio
- Una da 41 l/min da 195 bar per il sollevatore posteriore
- Una da 45 l/min da 195 bar per lo sterzo e la trasmissione
- Una da 30 l/min da 10 bar per la lubrificazione


I distributori sono 4, tutti meccanici, di cui 3 montati sulla console principale e una montato lateralmente sulla destra al posto della leva a croce meccanica per il caricatore anteriore.


Tutti i distributori sono facilmente raggiungibili e precisi nel loro utilizzo, garantendo una buona portata, che può essere aumentata attivando sul montante destro l’interruttore di accumulo delle portate, il quale ha la funzione di deviare il flusso della pompa dedicata al sollevatore posteriore, alle prese idrauliche, garantendo 98 l/min complessivi ai distributori posteriori o ventrali/anteriori in caso di utilizzo con caricatore frontale.


Questa funzione rende disponibile una quantità d’olio a mio avviso eccessiva per operazioni normali, anche se in alcuni frangenti può tornare utile; lo scotto da pagare per questa funzione però è la disattivazione del sollevatore posteriore, riattivabile tramite sollevamento e abbassamento dell’interruttore di alzata.

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Non è possibile invece portare il flusso d’olio della pompa dedicata ai distributori al sollevatore, che risulta essere non molto rapido nell’alzata. La Claas ci ha informato che stanno provvedendo ad una modifica che permetta di aumentare la portata ai pistoni di sollevamento, aumentando così la velocità di alzata.
Le prese di collegamento posteriori risultano comode, facilmente innestabili e con un ottimo recupero dell’olio perso durante le fasi attacco/stacco delle prese idrauliche a un serbatoio di raccolta dedicato.


PRESA DI FORZA

L’Arion 420 monta un PDF una frizione a dischi multipli a bagno d’olio ad innesto elettroidraulico, con regimi di rotazione di 540 g/min a 1980 g/min motore, e 100 g/min a 2000 g/min motore. Sono disponibili a richiesta le velocità economiche sia per i 540 che per i 1000 g/min.

L’azionamento avviene tramite interruttore a fungo posto sulla console comandi; l’avvio avviene in modo graduale in base allo sforzo innestato sull’albero della PDF, e questo è di grande vantaggio con attrezzi a grande inerzia di volano come presse, trinciastocchi e trinciasarmenti. Una volta disattivato, l’albero continua a girare a ruota libera; è possibile frenarlo tramite l’interruttore posto subito sopra l’innesto della PDF.

Come optional è disponibile l’inserimento e il disinserimento automatico della PDF in base all’altezza del sollevatore.


Tramite selettori a leva posti nella parte bassa della console comandi, è possibile scegliere il regime di rotazione tra 540/1000 e normale/economica.
Lo smontaggio/montaggio dell’albero di uscita avviene tramite il serraggio di 6 viti poste attorno all’attacco; con l’inserimento della PDF il CIS aggiunge la potenza del CPM per fornire ulteriori 10 CV.


ASSALI E FRENI

L’assale anteriore è di tipo a ponte rigido con angolo di sterzata di 55° e oscillazione di 10°.
Gli interruttori di inserimento doppia trazione e bloccaggio del differenziale sono posizionati sulla console destra; il bloccaggio anteriore è di tipo autobloccante.

L’inserimento della doppia trazione avviene in modo automatico, dopo la pressione sul tasto di attivazione, e resta innestata fino al raggiungimento di 14 km/h. Scendendo sotto i 14 km/h si riattiva. Per mantenerla attiva anche sopra questa velocità è necessario tenere premuto il tasto per più di 2 secondi. Purtroppo non è disattivabile in base all’altezza del sollevatore, una mancanza durante le svolte a fine campo.

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Inserendo il bloccaggio del differenziale automatico, si attiva contemporaneamente anche la doppia trazione; il blocco del differenziale si disattiva quando il sollevamento è in modalità di salita (blocco temporaneo), quando la velocità supera i 14 km/h e agendo su uno dei pedali del freno (il blocco in questo caso si disinserisce definitivamente a salvo se il blocco temporaneo comandato dal sollevamento sia già attivo).
È possibile inserire in modo permanente il bloccaggio tramite pressione del pulsante per 2 secondi, e così è disattivabile quando la velocità supera i 14 km/h o agendo su uno dei pedali del freno.
La macchina è stata acquistata con impianto freni ad aria originale di fabbrica, con indicatore della pressione situato a metà del montante anteriore destro, in posizione ben visibile.


In campo la macchina si comporta bene, con un corretto anticipo del ponte anteriore e il bloccaggio autobloccante che riduce al minimo lo slittamento anche in condizioni molto bagnate o di forte richiesta al traino. Ottima l’efficacia dei freni, perfino esagerata se si considera che basta sfiorare i pedali con uno sforzo minimo per vedersi rallentare vistosamente o addirittura portare al bloccaggio le ruote.

Il freno di stazionamento esegue in maniera efficacie la propria funzione con uno sforzo e spostamento minimo della leva; da migliorare il ritorno della leva dopo lo sblocco in quanto il cavo tende e sfregare sul rivestimento in gomma.

 


CABINA E POSTO GUIDA

 


La cabina riprende la tipologia adottata da Claas per le serie maggiori, di tipologia a 6 montanti ma con la differenza di essere montata solo su silent-block, senza prevedere nessuna sospensione.
L’accesso risulta molto comodo con la scaletta inclinata in maniera corretta e con ampi gradini antiscivolo e il sedile passeggero che in posizione ripiegata consente un agevole passaggio; gli specchietti retrovisori non intralciano l’entrata e l’uscita, evitando contatti indesiderati e la formazione di nuovi “bernoccoli”.

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Nonostante i sei montanti della cabina non siano dei più esili, la superficie vetrata e la visibilità, soprattutto posteriore, risultano ottime, così come l’insonorizzazione fa credere all’operatore di trovarsi su un’automobile più che su un mezzo agricolo.
L’attenzione ergonomica posta da Claas su questo serie la si capisce una volta seduti; il sedile pneumatico consente molteplici regolazioni così come il piantone dello sterzo. Tutti i comandi sono ben raggruppati in base alle funzioni, alla frequenza d’uso e raggiungibili senza doversi sporgere dal sedile o effettuando manovre contorsionistiche.

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Il cruscotto offre una buona visibilità anteriore, leggermente svantaggiata dalla posizione del climatizzatore proprio tra il cruscotto e il motore, e fornisce tutte le informazioni necessarie all’operatore, ben visibili anche in caso di controluce.

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Il climatizzatore manuale, posto sulla sinistra del cruscotto, gode di un ottimo funzionamento e facilità di regolazione; uno neo il filtro, posto alla fine del cofano motore a ridosso della cabina, da pulire più spesso rispetto alle tipologie montate sulla parte alta della cabina.


L’impianto audio composto da due casse, funziona adeguatamente mentre l’autoradio installata (esemplare in prova della VDO, adesso sostituita nelle nuove macchine) con funzione bluetooth e ingressi SD card e USB, fatica a ricevere le stazioni radio e l’uso del vivavoce è da evitare se si vuole essere partecipi della conversazione (si sente poco e male).


Ottimo l’impianto d’illuminazione, sia in fase di spostamenti stradali che in fase di lavoro notturno, fornisce una luce ampia, con una notevole profondità e ben distribuita a 360°; i comandi sono raggruppati sul devioluci sul cruscotto e in alto a sinistra del conducente, dove trovano posto parte dei fusibili, presenti anche più in basso in una collocazione comoda e agevole in caso di intervento.

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Comodo l’accesso al serbatoio combustibile collocalo di fianco la scaletta di accesso sulla sinistra con un’ottima capacità (circa 180 litri) con annegata la cassetta portattrezzi estraibile.

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Per la batteria e stato creato un vano chiuso davanti la scaletta destra, con interruttore per lo stacco-batterie facilmente raggiungibile.

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IMPRESSIONI IN CAMPO

 

Come sopracitato, il mezzo è stato utilizzato con svariate attrezzature, più o meno adatte allo stesso, dalle più comuni e canoniche per questa tipologia di mezzi, fino ad altre più gravose anche per testarne la bontà in condizione più difficili. Eccole qui di seguito con le relative impressioni d’uso:

Spargiconcime Amazone ZA-M 1200


Partendo dall’inizio della stagione, il collegamento ad uno spargiconcime risulta essere d’obbligo. Il Claas collegato allo ZA-M 1200 con un rialzo di +500 litri, non si è mai trovato in difficoltà nemmeno con caricandolo con 2 sacconi da 600 kg. Il bilanciamento della macchina è rimasto ottimale e, senza zavorre anteriori, non si sentono sobbalzi o galleggiamenti del ponte anteriore. Anche collegando una gru della Faza tra sollevatore e spargiconcime indietreggiando quindi le masse di circa 80cm, non si sono visti sbilanciamenti. Un plauso anche ai pneumatici Michelin che sembrano accarezzare terreni e raccolti, con un’impronta poco profonda e larga.

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Vibrocoltivatore Kverneland Futura 3,6 m

Passiamo ora alla preparazione del terreno con questo vibrocoltivatore abbastanza leggero, ma efficace nella preparazione del letto di semina. Impostando una profondità ottimale e anche variando l’inclinazione delle ancore, le velocità sono nell’ordine dei 11-13 km/h in base alla tipologia del terreno.

Potrebbe trainare a velocità similari anche una larghezza maggiore di attrezzatura, essendo il motore impegnato non al 100%. In questo caso c’è una nota negativa data dalla non possibilità di escludere la trazione del ponte anteriore una volta sollevato l’attrezzo, rendendo le manovre un po’ più ampie del necessario.
In queste circostanze è lodevole il comportamento dell’inversore, progressivo e dolce a qualsiasi velocità.

Impianto Diserbo trainato Unigreen Campo 22C con barra da 18m

Con questo impianto da diserbo il Claas mette in risalto tutta la sua manegevolezza e stabilità sia a pieno carico che a vuoto, con pneumatici larghi e stretti.
Lo sterzo consente manovre precise e la visibilità dal posto guida permette di tenere sotto controllo tutta l’ampiezza della barra, che in abbinamento al Gps della Outback Sts, permette di fare diserbi e trattamenti molto precisi e con uno spreco di prodotto minimo.

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Seminatrice Gaspardo Monica 6 file


Questo mezzo è stato acquistato principalmente per questo scopo, avendo un inversore regolabile a piacimento. Non ha deluso le aspettative; infatti con questa seminatrice collegata, seminare è un piacere che non affatica l’operatore e, nonostante la stazza dell’attrezzo che a vuoto pesa attorno ai 1850 kg, non sono presenti problemi di stabilità nemmeno in fase di manovra anche a velocità sostenute. Precisi e progressivi anche i distributori idraulici per azionare i segnafile e l’apertura della seminatrice; unico neo la velocità di alzata del sollevatore, potrebbe essere migliorata.

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Rimorchio Silver Car 2 assi 140 q.li


In fase di trasporto emergono tutte le doti riguardanti il confort dell’operatore a partire dalla posizione di guida, ampiamente personalizzabile sia del volante che del sedile, la visibilità, la semplicità dei comandi e i freni estremamente modulari ed efficaci.
Si nota solo una certa spugnosità dello sterzo alle alte velocità (sopra i 35 km/h) e una rapportatura delle marce nella gamma D, troppo ampia che, insieme al motore, non permette di avere una ripresa brillante superati i 30 km/h.

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È stato utilizzato anche con un aratro Moro bivomere n°13, trinciastocchi da 2,3m della Taarup, trincia a sbraccio laterale Cabe di 1,6m, dissodatore a 3 lance Lago, spargiconcime a 14 file della Elho, e non si sono riscontrati problematiche particolari, se non quelle citate in precedeza.

 


CONCLUSIONI

 

Il mezzo ha totalizzato a fine 2012 circa 1200 ore, fatte con molteplici attrezzi, e si è sempre dimostrato sopra le nostre aspettative sotto ogni aspetto.


Considerando anche il prezzo di acquisto in linea con la concorrenza (New Holland, John Deere, McCormick, Massey Ferguson, Landini) offre molteplici plus funzionali e utili per evitare l’affaticamento e lo stress dell’operatore, che ad oggi non si potrebbe più farne a meno.
Di seguito una tabella con le mie valutazioni personali in base all’esperienza maturata negli anni su altri mezzi:

VALUTAZIONE DELLA MACCHINA


- motore: 7,5
- cambio: 8,5
- impianto idraulico: 8
- sollevatore: 9 (precisione) / 6,5 (velocità sollevamento)
- cabina (comandi/visibilità): 8,5
- assali: 8
- accessibilità / manutenzione: 8,5
- comfort di guida: 8,5


OPERAZIONI SUL CAMPO


- operazioni di preparazione terreno: 8
- operazioni di semina: 9
- operazioni di diserbo/spargiconcime: 9
- operazioni pesanti (aratura/ dissodatura): 8
- operazioni di trasporto: 7,5

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Concludendo mi sento di dire che il Claas Arion, è un vero tutto fare, necessario ed adatto sia per aziende medio-grandi, che per i contoterzisti, in virtù delle qualità che lo fanno preferire anche a marchi più blasonati.

 

ARTICOLO A CURA DI: Gallo 88

 

Comments  

 
0 #2 Alfonso Romano 2016-06-01 13:24
Buongiorno,
Siete schedati, divieti bancari e non avete il favore delle banche o meglio avete un progetto e bisogno di finanziamento,
una cattiva cartella di credito o necessità di denaro per pagare fatture, fondo da investire sulle imprese. Allora se avete necessità di prestito di denaro non esitate a contattarlo.

E-mail:

NB: Persona non seri astenersi

Grazie
 
 
+3 #1 Valentino 2014-02-27 13:13
Ragazzi buongiorno a tutti gli amici di Tractorum vorrei sapere ki a questa macchina claas arion 430 cis e come va io penso bene ???
 

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