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John Deere C670

000_introNel moderno panorama mondiale delle mietitrebbiatrici ci troviamo di fronte ad una  costante evoluzione, aumentano le dimensioni, la potenza, le superfici dominabili e si  sta assistendo ad un progressivo abbandono dei tradizionali sistemi di trebbiatura e  separazione, passando dal battitore/controbattitore trasversali e  scuotipaglia, a macchine dotate di sistema di separazione a rotori, longitudinali o  trasversali che siano, fino ad arrivare a macchine caratterizzate dal sistema di  trebbiatura e separazione assiale, con uno o due rotori lungitudinali.
In questo articolo analizzeremo una delle proposte che l'americana John Deere offre nel  segmento delle mietitrebbie non convenzionali, precisamente il modello C 670.



La Jd serie C è disponibile in un unico modello, denominato appunto 670. La prima cifra è  indicativa delle "prestazioni" della macchina, infatti, nonostante la larghezza del  battitore sia pari a soli 1,4 metri, la cifra 6 la equipara a macchine convenzionali di  una categoria superiore.
Le altre due cifre (70) identificano la potenza del motore che,  nel codice dei nuovi modelli di trebbie Jd, stanno ad indicare 400 cv Iso di potenza  massima raggiunti a 2100 giri, circa 200 in meno del regime nominale, che corrisponde  a 2330 giri.
Il motore è un Jd Powertech 6 cilindri, 9 litri di cilindrata, dotato di  turbocompressore a geometria variabile, sistema di iniezione common rail, aftercooler  aria-aria e sistema Egr di ricircolo dei gas di scarico per rispondere alle normative  anti-inquinamento Tier IIIA. Il serbatoio del combustibile ha una capacità di 800 litri.



GRUPPO DI TREBBIATURA E SEPRAZIONE

Il sistema di trebbiatura è contraddistinto da un battitore tradizionale a 10 spranghe,  da 1,4 metri di larghezza e 660 mm di diametro. Il regime di rotazione può essere compreso tra  i 240 ed i 510 giri al minuto oppure tra i 475 ed i 1030. Il controbattitore, dotato di 13 spranghe, è caratterizzato da una lunghezza di 75 cm ed un angolo di avvolgimento di 116°, per una superficie totale di 1,05 m2.  La distanza dal battitotre è regolabile elettricamente  dalla cabina.
A valle del gruppo di trebbiatura vi è un mulinello lanciapaglia, del diametro di 418 mm, che ha la  funzione di alimentare dall'alto i due separatori dentati longitudinali a rotazione contrapposta che contraddistinguono il sistema di separazione, sistema in cui risiede la particolarità della macchina.
I rotori hanno una lunghezza di 3,4 metri, con un diametro all'ingresso di 464 mm e all'uscita di 502 mm. Ciò permette di avere una crescente velocità tangenziale, così da estrarre più efficacemente la paglia e favorire il deflusso del prodotto. Il cielo dei cilindri è dotato di alette che indirizzano il  prodotto verso il retro dei moduli con movimento a spirale, mentre la parte inferiore è  formata da una griglia registrabile dotata di pettini.
I rotori sono posizionati in modo eccentrico rispetto ai cilindri in cui sono contenuti ,  così da attuare un’azione, che la John Deere definisce di "presa e rilascio", in grado di liberare efficacemente la granella residua intrappolata nella paglia. I rotori, rispetto ai tradizionali scuotipaglia, hanno inoltre la peculiarità di compiere, oltre alla normale separazione, anche una certa percentuale della trebbiatura, il che permette di effettuare una battitura più delicata,  con griglia più aperta ed un numero inferiore di giri del battitore.  Il regime di rotazione dei cilindri dentati può essere scelto tra due gamme di velocità, rispettivamente pari a 570 e 740 giri al minuto.
Posteriormente ai rotori vi è poi un rullo di scarico, dal diametro di 380 mm, che convoglia la paglia nel trinciapaglia oppure per formare l'andana.
Nel gruppo di separazione di questa mietitrebbia la paglia viene sottoposta ad un'azione forzata, che permette di liberare molta più granella rispetto ai sistemi tradizionali, ma ciò comporta un suo maggiore maltrattamento, il che può essere cosa indesiderata nel caso si lavori su colture in cui l’integrità della paglia costituisce un valore aggiunto.

Sistema Trebbiante

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Controbattitori

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Coclee sotto battitore

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PULIZIA  E STOCCAGGIO DELLA GRANELLA

Inferiormente al battitore si trovano sei coclee di trasporto della granella, che consentono di alimentare in modo uniforme il pre-crivello e consentire una efficace pulizia. Secondo la casa madre queste coclee si rivelano particolarmente utili in presenza di prodotti umidi o qualora si lavori in pendenza.
Il gruppo di pulizia vero e proprio è caratterizzato da quattro ventole, denominate dual-flo, in grado in investire con un forte e costante flusso d’aria i crivelli, di tipo tradizionale, che, sulla macchina analizzata, sono a regolazione elettrica comandati dalla cabina.
Il regime di rotazione delle ventole può variare in un range compreso tra i 750 ed i 1600 giri.
La tramoggia, che si trova interposta tra la cabina ed il motore, per migliorare l'isolamento acustico, ha una capacità di 10.000 litri. Il sollevamento dei coperchi è comandato elettricamente dalla cabina e, insieme ad essi, avviene il sollevamento anche della coclea di carico. Sul fondo del serbatoio ci sono delle lamiere a schiena d’asino, che limitano la capacità delle coclee inferiori di estrazione, la cui posizione può essere modificata con delle semplici operazioni per adattarsi a prodotti di differente scorrevolezza.
E’ possibile in ogni momento ispezionare il prodotto raccolto aprendo un’apposita finestrella situata a fianco della cabina di guida. La velocità di scarico è pari a 80 litri al secondo e l’altezza di scarico risulta essere di 4,31 m. Il brandeggio del tuo è di ben 105°, così da consentire un’ottima visuale in fase di scarico sui rimorchi. L’apertura è comandata da un tasto a bilanciere sulla leva multifunzione che consente, premendolo a fondo, di estendere o ritrarre completamente il tubo in automatico mentre, applicando una leggera pressione sul tasto, si può modificarne manualmente la posizione. 

Sistema di Pulizia

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CABINA E COMANDI

La cabina è contraddistinta da un’ampia superficie vetrata (5,2 m2) , che permette una buona visuale sia sulla barra di taglio che sui lati. Il sedile di guida, regolabile, accoglie nel bracciolo destro la leva multifunzione e la consolle. La leva multifunzione racchiude in sè tutti gli azionamenti che sono utilizzati più di frequente, come: altezza ed inclinazione della testata di raccolta; altezza ed avanzamento dell’aspo; i 3 pulsanti per le posizioni memorizzate della testata; il brandeggio del tubo di scarico; il tasto di avvio ed arresto dello scarico e, superiormente, uno stop di emergenza.
Sul montante anteriore destro vi sono 4 display che permettono di monitorare il lavoro e riguardano rispettivamente dall'alto verso il basso: le impostazioni del gruppo di trebbiatura e separazione; la gestione della testata di raccolta con i relativi automatismi; il monitor delle perdite, ed in ultimo un  display che permette di visualizzare il livello del combustibile, la temperatura del  liquido di raffreddamento del motore ed informazioni a proprio piacimento come il regime  motore, la velocità di avanzamento, il regime del battitore ed altri parametri.
A lato del sedile di guida ve ne è un altro, destinato ai passeggeri e, sul retro, vi è un  vano refrigerato che è in grado di contenere due bottiglie da 1,5 litri di capacità. A mantenere un idoneo ambiente di lavoro ci pensa il sistema di climatizzazione, denominato clima-track.

Cabina

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Climatrack

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Console

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Leva multifunzione

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Display

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Spie

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CONTROLLI E MANUTENZIONE

Per accedere al vano motore è necessario aprire la fiancata posteriore destra ed estrarre una scaletta  telescopica. Una volta giunti davanti al motore è facile raggiungere il filtro dell'aria,  i radiatori, coperti da una tendina rotante con spazzole (opzionali), e controllare i vari  livelli di olio motore, idraulico ed il livello del liquido refrigerante. Nella parte posteriore del vano vi è poi una scatola, chiusa ermeticamente, che contiene il gruppo di fusibili. Sulla fiancata della mietitrebbia, sotto il vano motore è situato il filtro di decantazione del gasolio, di facile accesso. I rotori di separazione sono montati su di un binario ed è possibile, rimuovendo dei fermi in un breve lasso di tempo, sfilarli dalla parte posteriore della macchina per la manutenzione.
La manutenzione ordinaria è molto facilitata dalla disposizione razionale di ingrassatori, carter e livelli. Solamente l’ingrassatore sinistro del trinciapaglia è in posizione scomoda anche rimuovendo il piccolo carter che lo protegge. Le operazioni quotidiane sono ridotte all’osso e di facile e veloce attuazione, mentre quelle periodiche risultano un po’ più complesse ma molto dilazionate nel tempo (200 o 400 ore di lavoro) e di facile lettura su due schemi illustrativi sulle fiancate della macchina.
Molte delle attuazioni avvengono tramite cinghie con tenditori automatici mentre le catene da controllare periodicamente sono solo cinque e risultano semplici da tendere, le uniche un po’ più difficili sono le catene del collo di alimentazione.
Nella parte inferiore, la macchina è dotata di un robusto telaio che collega gli assali tra loro, così da aumentarne la solidità e evitare rischi di gravi rotture qualora sia necessario trainare la macchina in caso di affondamento.

Posteriore

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Fianco destro

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Fianco sinistro

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Rotori parzialmente estratti

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DOTAZIONE E ACCESSORI


Innanzitutto bisogna precisare che la macchina è stata valutata su riso, una delle  colture più ostiche da trebbiare.
L'allestimento da risaia (in questo caso) prevede una  cingolatura anteriore, di fabbricazione Rosso, con pattini in ferro, rivestiti in gomma,  da 90 cm di larghezza, catenarie lubrificate e carrello a 7 rulli. Per bilanciare  efficacemente la macchina, che risulta pesante nella parte posteriore a causa della  presenza dei rotori, è stato arretrato il cannocchiale di ben 26 cm rispetto al centro ruota. Per fare ciò però, data la lunghezza elevata e la posizione arretrata del carrello,  è stato necessario disassare il cingolo destro, allontanandolo di circa 30 centimetri dal  corpo macchina, così da permetterne il passaggio all'esterno dell'elevatore della  granella pulita. Con questo accorgimento la macchina risulta molto ben bilanciata,  facendo gravare la gran parte del peso sui cingoli, di contro la larghezza, misurata  all'esterno dei cingoli, è di ben 4,27 metri.

Cingolatura

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Per incrementare ulteriormente la trattività  su terreni paludosi, l'assale posteriore è stato dotato di doppia trazione idraulica, che è  contraddistinta dall'avere due modalità operative, quella a bassa coppia e quella ad alta coppia, per le situazioni più difficili. Le gomme montate al posteriore sono delle 800/65 R 32  Michelin Xm 28.

Cingolatura e gomme posteriori

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Questa configurazione è necessaria per operare in condizioni estreme,  su terreni palustri e con bassa portanza, come può succedere in alcune stagioni di trebbiatura del riso.
In condizioni non proibitive la macchina può essere equipaggiata con una cingolatura più limitata, magari totalmente in gomma, permettendo di ridurne gli ingombri.

A completare la dotazione troviamo il trinciapaglia e la testata di raccolta, originale Jd modello 620, da 6,10 m di taglio e circa 6,7 metri di ingombro. L'aspo è comandato idraulicamente dalla parte destra della barra. L’inversore, da 80 cv, è di tipo meccanico a comando elettro idraulico.
Per aumentare le prestazioni su riso la barra è stata modificata con l'aggiunta di due prolungamenti alla coclea di trasporto del prodotto, il quale risulta più convogliato verso l'interno, inoltre sono stati messi degli angolari dietro alla coclea nella parte inferiore, che contribuiscono anch'essi a diminuire la luce d'entrata nel collo di alimentazione per concentrare di più il prodotto verso il centro. La velocità della coclea è stata ridotta rispetto a quella standard mentre il collo è stato portato alla velocità massima.
La barra falciante è in versione standard Jd.



IMPRESSIONI IN CAMPO


Nell'utilizzo la macchina è risultata molto semplice ed intuitiva. Il comfort operativo è  al top, con una buona insonorizzazione ed un sedile decisamente comodo, che permette una  guida rilassata anche grazie alla posizione molto avanzata della testata di raccolta. 
Tutti gli azionamenti principali sono a portata di mano sulla leva multifunzionale, così  come le regolazioni elettriche dei principali parametri operativi, effettuate tramite  pulsanti a bilanciere sulla consolle.
Particolarmente apprezzati si sono dimostrati i  comandi automatici della testata.  E' possibile infatti memorizzare tre differenti  posizioni, una per la fase di svolta, una per la fase di lavoro con prodotto in piedi ed  una terza, che di solito è utilizzata per condizioni di prodotto allettato.
Ci sono vari  controlli elettronici che gestiscono queste funzioni, e che possono essere anche  disabilitati singolarmente a proprio piacimento. Ad esempio ricordiamo il ritorno in  altezza della testata, il controllo dell'inclinazione ed il riposizionamento automatico  dell'aspo. Per regolare l'altezza da terra in ognuna delle 3 posizioni memorizzate è  sufficiente ruotare un potenziometro sulla consolle di destra.
Vi è inoltre un'opzione che riguarda la proporzionalità di marcia dell'aspo, opzione abbastanza utile ma che è  stata apprezzata solo con prodotto in piedi, con prodotto allettato ci si trova meglio  disattivandola e procedendo manualmente.   
I difetti della cabina riguardano gli allarmi acustici un po' troppo insistenti e  fastidiosi e la selezione difficoltosa delle marce meccaniche. Inoltre sarebbe stato meglio un display digitale per regolare la temperatura del climatizzatore al posto della rotella, ma sono cose di poco conto.
L'illuminazione notturna è ottima, grazie anche ai fari di lavoro e posteriori allo xeno.
L’agilità della macchina non è delle migliori, ma questo è essenzialmente dovuto alla gommatura posteriore, decisamente sovradimensionata, ed anzi, grazie al passo corto, è risultata persino meglio del previsto.
La capacità della tramoggia è buona, però il tubo di scarico standard è risultato un po’ troppo corto. Spesso infatti non è stato possibile scaricare tenendo il rimorchio aldilà di fossi di medie dimensioni, rendendone necessario l’ingresso in campo, cosa non sempre agevole e fattibile in risaia, soprattutto in annate piovose con terreni a bassa portanza. Sarebbe stato inoltre preferibile avere una maggiore velocità di scarico, che non è elevatissima.

Messa in campo la macchina ha operato con perdite molto ridotte (impostate sulla massima sensibilità) ed una velocità media di circa 3,5 km orari effettivi, velocità che però è molto influenzata dalla tipologia di riso che si stava trebbiando. Con qualità molto facili da battere ed a taglia bassa, come ad esempio il Loto, la macchina poteva raggiungere tranquillamente i 5 km orari, mentre con varietà a taglia alta e di più difficile battitura la velocità scendeva intorno ai 2,8-3,5 km orari. La produttività oraria è potenzialmente piuttosto elevata, tuttavia le estensioni degli appezzamenti, molto limitate, non hanno permesso di ottenere valori degni di nota. Per valutare al meglio questo parametro servirebbero almeno appezzamenti da 3-4 ettari.
La pulizia del prodotto è sempre risultata ottima, così come la presenza di grane rotte o pelate, che è sempre stata molto limitata.
Purtroppo, come da tradizione Jd su riso, l’alimentazione su qualità come Augusto o Sant’Andrea non è ottimale, con presenza di qualche colpo al battitore di troppo, cosa che però non condiziona più di tanto la produttività né la qualità del lavoro. Questi problemi, a nostro avviso, sono imputabili essenzialmente alla barra, sarebbe interessante pertanto provarne una differente e vedere eventuali differenze nel comportamento della macchina.

Tutte le varietà trebbiate, a causa dell’andamento stagionale, erano ancora parecchio umide, condizione che penalizza molto la raccolta. Nonostante ciò, la trebbiatura poteva procedere anche fino a sera senza particolari problemi. In un’occasione, in cui il cielo minacciava pioggia, la trebbiatura è stata iniziata addirittura alle 9 del mattino per completare l’essiccatoio, e la macchina si è comportata lo stesso egregiamente, con le perdite che si sono mantenute ad un livello molto basso.

La barra falciante, di tipo tradizionale, con i lamini montati in modo alternativo come propone di serie la Jd, ha dato qualche problema, soprattutto in risi a paglia alta e condizioni di allettato. Questi problemi consistevano essenzialmente nel fatto che, a volte, della paglia si infilava tra la lama e la punta, impedendo un taglio efficace e costringendo l’operatore a fermarsi, tornare indietro, far cadere o far prendere dall’aspo la paglia e riprendere il lavoro. La cosa può sembrare di poco conto, ma se succede 3-4 volte per andana può rivelarsi molto frustrante e limitativa per le prestazioni della macchina. Per ovviare a ciò, in seguito verrà montata una doppia lama che, operando nelle stesse condizioni, non è afflitta dagli stessi problemi.

I consumi non sono stati verificati nel dettaglio, ma sembrano abbastanza contenuti.
Non è stato possibile valutare a fondo la galleggiabilità della macchina, in questa configurazione, in quanto la campagna di raccolta è stata caratterizzata dall’assenza di precipitazioni ed i terreni si presentavano compatti ed asciutti, nonostante ciò, nell’unico caso di terreno fangoso su cui ci si è trovati ad operare, la cingolatura generosa e la doppia trazione hanno permesso di procedere agevolmente e senza lasciare carreggiate.

La manutenzione giornaliera è risultata semplice e veloce mentre quella straordinaria non è stata valutata in quanto non necessaria. La pulizia per il rimessaggio invernale ha richiesto parecchio tempo ma, grazie alla possibilità di estrarre i rotori, è stato possibile entrare comodamente all’interno della macchina, dando libero accesso al lanciatore, il che si dimostrerebbe un grosso vantaggio anche in caso di sostituzione delle palette.

Macchina in campo

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CONCLUSIONI

In conclusione, da buona tradizione John Deere, si può affermare che la macchina è piaciuta, risultando solida, affidabile, dall’alto comfort di lavoro e contraddistinta da una buona produttività e dall’ottima pulizia ed integrità del prodotto trebbiato. I rotori permettono effettivamente di aumentare la produttività rispetto ai tradizionali scuotipaglia e di effettuare una battitura più delicata, inoltre consentono di contenere le perdite anche su prodotti molti umidi dove altre macchine si fermano. Da ciò infatti deriva l’attitudine della macchina ad operare su colture come il riso. I pochi difetti riscontrati sono per lo più risolvibili ricorrendo alla dotazione disponibile in opzione (es. doppia lama e tubo di scarico lungo) mentre permane qualche problema alla testata di taglio, che necessiterebbe di ulteriori accorgimenti per essere al top come la restante parte della macchina.

Macchina in rimessa (durante l’inattività della macchina le gomme posteriori vengono utilizzate su un John Deere 6410)

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La macchina è stata valutata dopo 200 ore di lavoro e non sono stati riscontrati problemi di affidabilità o difetti.

Per ulteriori informazioni sulla macchina:

Sito John Deere
Serie C

Articolo a cura di Albe 86





Comments  

 
0 #1 filippo b 2008-11-27 13:04
Abbiamo aperto un argomento apposito in "macchine da raccolta", per poter discutere della macchina in oggetto; ecco l'argomento http://www.tractorum.it/forum/macchine-da-raccolta-f8/john-deere-c670-781/#post9446
 

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