Tecnica

Seminatrice Aguirre Bota 3 metri

La Prova in campo

La prova si è svolta nel mese di febbraio su terreno franco argilloso, in leggera collina, in condizioni di umidità elevata viste le copiose precipitazioni avute nei giorni precedenti.

La macchina è stata provata in un primo momento attaccata ad un John Deere 5820, ma, visto il peso della seminatrice ed il terreno da lavorare, non si riuscivano a raggiungere velocità di lavoro abbastanza elevate e le manovre in capezzagna risultavano abbastanza impegnative, sia per il sollevatore (a serbatoio pieno) che per la stabilità, tanto da optare per un più performante John Deere 6420.

Appena regolata la profondità di lavoro e di semina, operazione molto pratica e veloce, la macchina ha messo in evidenza le sue doti:

-Grande produttività dovuta alle elevate velocità di lavoro (sempre al di sopra dei 10 km/h anche su terreno abbastanza pesante);

-Buona capacità di affinamento del terreno dovuta al buon lavoro svolto dal preparatore;

-Buona uniformità nella profondità di semina.

-Precisione nel dosare la quantità di semente elevata.

Il terreno si presentava abbastanza soffice essendo stato in precedenza arato ed affinato con un passaggio di coltivatore; condizione che unita al grado di umidità ed alla tessitura abbastanza argillosa favoriva la creazione di tracce abbastanza pronunciate e costipate da parte della trattrice. In queste condizioni le ancore rompitraccia svolgevano un buon lavoro, rialzando in parte il terreno costipato, ma solo per metà della larghezza della ruotata, l'altra meta infatti cadeva in corrispondenza della ruota d'appoggio della seminatrice. Queste gravose condizioni hanno in parte evidenziato l'unico limite di questa tipologia di macchine: in condizioni di portanza limitata non si riesce a lasciare il terreno perfettamente in piano, ma al centro rimane sempre un accenno di baulatura. Tale limite è più di carattere estetico che agronomico, infatti anche dopo le abbondanti piogge avute dopo la semina i ristagni in corrispondenza dei leggeri avvallamenti sono stati pressoche nulli e l'uniformita della deposizione del seme è sempre buona grazie alla barra di semina svincolata dal coltivatore.

Il fenomeno è però limitabile grazie all'adozione della barra livellatrice anteriore al preparatore e soprattutto all'adozione di pneumatici di larghezza generosa ed a bassa pressione.

Le operazioni di carico della semente risultano molto agevoli se si utilizzano i sacconi grazie al telo apribile (solo per metà tramoggia) ed alla pratica scala ribaltabile, diversamente se si utilizzano i sacchi l'operazione risulta impegnativa visto il numero di scalini da salire; va comunque detto che l'utilizzo dei sacchi è un controsenso per una macchine del genere visto che l'elevata produttività implica frequenti riempimenti.

In capezzagna abbiamo apprezzato il dispositivo che frena la ruota che da il moto al dosatore del seme evitando quindi inutili sprechi e la conformazione della macchina che pur essendo abbastanza pesante, grazie alla tramoggia molto vicina al trattore risulta discretamente gestibile in fase di manovra non mettendo mai in difficoltà la stabilità e la manovrabiltà del mezzo.

Altro punto di forza di questa tipologia di macchine è che la conformazione della tramoggia permette un ottima gestione della semente soprattutto dal punto di vista pratico: abbiamo un sensore che avvisa dell'esaurirsi della granella senza dover mai controllare che lo stesso manchi in nessuna bocchetta, come avviene in una tramogga in linea, la precisione di dosatura è maggiore e la variabilità rispetto al peso mille semi delle varie cultivar è minore.

La manutenzione è minima, l'affidabilità molto elevata e la semplice messa a punto la rendono una macchina estremamente sfuttabile e molto versatile, infatti può essere utilizzata in molteplici condizioni, dal secco all'umido, dal terreno fine a quello ricco di scheletro; unica condizione un pò penalizzante è la presenza di abbondanti residui o di erba abbastanza alta, che potrebbero portare ad ingolfamenti. C'è da dire che tali problemi sono dovuti alla tipologia della macchina e non alla macchina in questione e che per una minima lavorazione in presenza di abbondati residui è preferibile una lavorazione con erpice rotante e seminatrice a dischi.

La visibilità pesteriore, già non eccelsa visto la grandezza e la disposizione della tramoggia, è limitata ai lati dai pannelli con segnali catarifrangenti che delimitano l'ingombro, daltronde i fari di lavoro posteriori danno una buona illuminazione e sono utili per l'utilizzo notturno.

In conclusione l'impressione che abbiamo avuto è stata di una macchina molto solida, semplice ed estremamente produttiva pur essendo di tre metri di larghezza di lavoro. Uniche condizioni che riteniamo fondamentali per un utilizzo efficacie ed agronomicamente efficente è l'adozione di una trattrice abbastanza potente di modo da raggiungere velocità di lavoro adeguate che permettano un correto affinamento da parte del preparatore a molle e l'adozione di pneumatici a grande sezione e, possibilmente, bassa pressione per limitare al minimo il calpestamento e quindi l'effetto ondulato a lavoro finito.


Comments  

 
+1 #3 DjRudy 2009-07-11 23:22
2 anni fa un terzista della mia zona, ha comprato una Bota da 5 metri a circa 15 mila € + iva.
 
 
0 #2 puntoluce 2009-07-11 22:41
Veramente non sò il prezzo della macchina, ma basta fare un trillo a Fiaccadori che è l'importatore per l'Italia
 
 
+3 #1 6490 2009-07-11 21:32
una splendida recensione, complimenti...

la seminatrice e' una bomba....solo una cosa, hai idea dei prezzi?
 

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