Tecnica

Seminatrice Aguirre Bota 3 metri

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L’attuale congiuntura economica impone in tutti i settori una maggior attenzione soprattutto alla riduzione delle spese, fatto questo che, unito all’avverso andamento climatico dell’ultimo inverno, ha spinto molti addetti agricoli a cercare metodologie alternative per la semina dei cereali autunno vernini; le copiose precipitazioni hanno infatti impedito una corretta preparazione dei terreni e provocato l’impossibilità di entrare in campo con pesanti e agronomicamente poco efficienti (in tali condizioni) macchine combinate.

Con queste premesse l’orientamento verso macchine da minima lavorazione o capaci di seminare su terreno poco preparato è un passo quasi inevitabile. In questo segmento è presente con successo da anni il costruttore spagnolo Aguirre con i suoi modelli Bota e Reja e proprio una Bota da 3 metri di lavoro portatata al sollevatore è oggetto della nostra prova.


Aguirre

Gli stabilimenti della società Aguirre si trovano nella regione spagnola della Navarra, a ridosso dei Pirenei e poco distante dal confine francese.
L’Aguirre nasce negli anni 50 con la costruzione di attrezzi a trazione animale. Nei primi anni 60 debutta realizzando lo spandiconcime da applicare al trattore per poi passare nel 1980 alla costruzione dei gruppi diserbo e le seminatrici pneumatiche per cereali.

Le seminatrice pneumatiche per cereali sono oggi tra le migliori in assoluto che il mercato possa offrire, vista l’esperienza ormai quasi trentennale della Aguirre. Le seminatrici sono state perfezionate negli anni, dopo essere state sottoposte a test continui e difficilissimi, effettuati soprattutto in prossimità dei monti Pirenei, dove i terreni sono tenaci come quelli collinari della nostra Toscana, Marche, Lazio e di tante altre provincie di altre regioni italiane.
Le seminatrici vengono costruite nelle versioni:


- BOTA con preparatore del terreno a denti rigidi montati su molle a tazza, posto sotto la cisterna della macchina e nella parte posteriore, sono posti gli stivaletti di semina e poi l’erpice a molle.

Bota 5 metri


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- REJA con semina diretta su tre file di denti montati su molle a tazza, regolabili nell’intensità e nella parte posteriore è posto l’erpice a molle, copriseme.

Reja 3,5 metri


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Le macchine sono disponibili nelle versioni dai 3,00 ai 7,00 m. di larghezza di semina, portate o trainate, con cisterne in poliestere da 1400 lt per la tre e quattro metri e 1700 litri per la cinque, sei e sette metri, chiusura degli elementi di semina di destra e/o sinistra o totale, dalla cabina del trattore, freno sulla ruota motrice, monitor di gestione e controllo delle funzioni da posizionare nella cabina del trattore.

Descrizione tecnica BOTA 3 metri


La macchina è costituita da un preparatore con due file di denti rigidi montati su molle a tazza, nella parte posteriore sono posti gli stivaletti di semina, infine l’erpice copriseme a molle.

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Sopra agli organi di semina è collocato il serbatoio della granella dotato di distribuzione pneumatica che prende il moto dal giunto cardanico, con dosatore mosso dalla ruota d'appoggio destra.

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Dati tecnici Aguirre Bota:


-Larghezza di lavoro 3 metri
-Elemento di semina stivaletto
-P.d.f. 540 giri/min
-File N° 24
-Interfila 12,5 cm
-Capacita serbatoio granella 1400 litri


Allestimento:


-Monitor Base
-Ancore rompitraccia 2+2
-Luci posteriori da lavoro
-Luci e pannelli catarifrangenti posteriori per la circolazione stradale
-Tracciafile idraulico
-Albero cardanico
-Erpice copriseme
-Freno su ruota motrice


Accessori a richiesta:


-Monitor Talonaje
-Motore idraulico per azionamento p.d.f.
-Electro Drive
-Kit traino

La macchina è dotata di un telaio anteriore dove sono presenti gli attacchi per le parallele del trattore, le ruote di appoggio la tramoggia ed il sistema di distribuzione.

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Il coltivatore, disposto su due file è attaccato al telaio tramite un parallelogramma 


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Gli elementi sono tenuti in pressione da molle elicoidali

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L'altra individuale su ogni molla regolndo il carico sul singolo elemento. Quindi abbiamo la possibilità di adattare la macchina alle varie condizioni che si possono presentare; è indicato magari, aumentare la pressione sulle molle in corrispondenza delle tracce del trattore, di modo da aver maggior capacità di penetrazione sul suolo costipato.
L'unica mancanza, se così la possiamo chiamare, è l'impossibilità di regolare con un registro la profondità degli elementi singolarmente, opzione utile se siamo in presenza di profonde ruotate per poter andare più in profondità solo in corrispondenza di queste.
Sono presenti due ancore rompitraccia per lato di costruzione molto robusta e dotate di molle per evitare sovracarichi dovuti ad urti imprevisti; anche in questo caso è possibile regolare sia pressione che profondità.

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La barra di semina, con elementi a scarpetta con dispositivo anti otturazione, è solidale con il vibro anteriore e regolabile in pressione tramite registro che agisce sul tenzionamento delle molle
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Una delle caratteristiche più interessanti della Bota rispetto alle macchine dotate di tubo di semina diretto negli elemeti del vibro è che la barra con gli elementi a scarpetta si adegua al profilo del terreno e, se ben regolata, depone il seme alla profondità desiderata, mentre con l'altra tipologia di macchine (come la Reja ad esempio) se siamo in presenza di terreno con scarsa portanza, quindi con tracce evidenti lasciate dalla trattrice, la rigidità degli elementi pregiudica l'uniformità di profondità; sulle tracce il seme risulterà scoperto se al centro la profondità è quella desiderata.
In ultimo troviamo l'erpice copriseme con molle doppie montate su due file
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Anche in questo caso la pressione è regolabile tramite la variazione della forma del parallelogramma che lo collega al telaio che si ottiene variando la di infulcraggio delle staffe orizzontali su quella verticale solidale all'erpice.

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Grande impressione di solidità è data dal distributore monoblocco in metallo
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Il ventiltore, comandato dal cardano, è posto sulla destra e indirizza il flusso d'aria, tramite un tubo in materiale plastico dal basso del dosatore; sullo stesso lato sono collocati il comando per la variazione del dosaggio della semente e la scala graduata che indica la regolazione impostata.

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Il dosatore prende il moto da un piccolo albero cardanico mosso a sua volta dalla ruota di sinistra

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La tramoggia è in materiale plastico, per contenere il peso, e di grande capienza, ben 1400 litri, che su una macchina di 3 metri sono una quantità decisamente rilevante che permette una grande autonomia. All'interno della tramoggia è posto il fungo da cui partono i tubi che portano la semete agli elementi di semina uscendo dai fori praticati nel serbatoio

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Sono presenti di serie il tracciafile, molto robusto, anche se non se ne sentirebbe troppo la mancanza se non fosse offerto vista la larghezza di 3 metri di lavoro, il telo copri serbatoio, molto comodo ma che scopre solo metà della tramoggia e le luci, sia da lavoro che di segnalazione stradale posteriori; la macchina ha anche 2 pannelli verticali di fianco alla tramoggia che servono per segnalare in manier molto visibile l'ingombro della seminatrice, anche se limitano la visibilità posteriore in fase di manovra.


Osservando pìù da vicino la macchina si può vedere l'ottima qualità costruttiva e la minuziosa cura nei dittegli; ecco alcuni esempi:

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Un accorgimento semplice quanto banale è far passare un cavetto d'acciaio all'interno delle spirali delle molle dell'erpice copriseme di modo che dopo una eventuale rottura non venga perso nulla in campo, evitando ad esempio possibili forature o danni alle macchine da raccola. Soluzione efficacie, semplice ed economica quindi molto apprezzabile.

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Qui vediamo la leva montata sul cerchio, (cerchiata in rosso) che serve per far girare il distributore quando si procede alla prova in bianco, e la ruota in plastica (cerchiata in azzurro) che serve da freno per evitare che il dosatore continui a distribuire la semente quando si alza la seminatrice in testata. Di fatto il freno agisce sul pneumatico fermandolo appena si alza la macchina; si vede anche il leverismo e la molla che lo tengono premuto e quindi aderente al battistrada.

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Questo è il particolare del dispositivo di chiusura della scaletta, anch'esso pratico e molto curato. Altro aspetto molto apprezzato (ed evidenziato nelle immagini precedenti) è la disposizione estremamente comoda delle varie leve di regolazione e delle scale graduate riguardanti la profondità e precarico degli organi lavoranti e del dosatore.


La Prova in campo

La prova si è svolta nel mese di febbraio su terreno franco argilloso, in leggera collina, in condizioni di umidità elevata viste le copiose precipitazioni avute nei giorni precedenti.

La macchina è stata provata in un primo momento attaccata ad un John Deere 5820, ma, visto il peso della seminatrice ed il terreno da lavorare, non si riuscivano a raggiungere velocità di lavoro abbastanza elevate e le manovre in capezzagna risultavano abbastanza impegnative, sia per il sollevatore (a serbatoio pieno) che per la stabilità, tanto da optare per un più performante John Deere 6420.

Appena regolata la profondità di lavoro e di semina, operazione molto pratica e veloce, la macchina ha messo in evidenza le sue doti:

-Grande produttività dovuta alle elevate velocità di lavoro (sempre al di sopra dei 10 km/h anche su terreno abbastanza pesante);

-Buona capacità di affinamento del terreno dovuta al buon lavoro svolto dal preparatore;

-Buona uniformità nella profondità di semina.

-Precisione nel dosare la quantità di semente elevata.

Il terreno si presentava abbastanza soffice essendo stato in precedenza arato ed affinato con un passaggio di coltivatore; condizione che unita al grado di umidità ed alla tessitura abbastanza argillosa favoriva la creazione di tracce abbastanza pronunciate e costipate da parte della trattrice. In queste condizioni le ancore rompitraccia svolgevano un buon lavoro, rialzando in parte il terreno costipato, ma solo per metà della larghezza della ruotata, l'altra meta infatti cadeva in corrispondenza della ruota d'appoggio della seminatrice. Queste gravose condizioni hanno in parte evidenziato l'unico limite di questa tipologia di macchine: in condizioni di portanza limitata non si riesce a lasciare il terreno perfettamente in piano, ma al centro rimane sempre un accenno di baulatura. Tale limite è più di carattere estetico che agronomico, infatti anche dopo le abbondanti piogge avute dopo la semina i ristagni in corrispondenza dei leggeri avvallamenti sono stati pressoche nulli e l'uniformita della deposizione del seme è sempre buona grazie alla barra di semina svincolata dal coltivatore.

Il fenomeno è però limitabile grazie all'adozione della barra livellatrice anteriore al preparatore e soprattutto all'adozione di pneumatici di larghezza generosa ed a bassa pressione.

Le operazioni di carico della semente risultano molto agevoli se si utilizzano i sacconi grazie al telo apribile (solo per metà tramoggia) ed alla pratica scala ribaltabile, diversamente se si utilizzano i sacchi l'operazione risulta impegnativa visto il numero di scalini da salire; va comunque detto che l'utilizzo dei sacchi è un controsenso per una macchine del genere visto che l'elevata produttività implica frequenti riempimenti.

In capezzagna abbiamo apprezzato il dispositivo che frena la ruota che da il moto al dosatore del seme evitando quindi inutili sprechi e la conformazione della macchina che pur essendo abbastanza pesante, grazie alla tramoggia molto vicina al trattore risulta discretamente gestibile in fase di manovra non mettendo mai in difficoltà la stabilità e la manovrabiltà del mezzo.

Altro punto di forza di questa tipologia di macchine è che la conformazione della tramoggia permette un ottima gestione della semente soprattutto dal punto di vista pratico: abbiamo un sensore che avvisa dell'esaurirsi della granella senza dover mai controllare che lo stesso manchi in nessuna bocchetta, come avviene in una tramogga in linea, la precisione di dosatura è maggiore e la variabilità rispetto al peso mille semi delle varie cultivar è minore.

La manutenzione è minima, l'affidabilità molto elevata e la semplice messa a punto la rendono una macchina estremamente sfuttabile e molto versatile, infatti può essere utilizzata in molteplici condizioni, dal secco all'umido, dal terreno fine a quello ricco di scheletro; unica condizione un pò penalizzante è la presenza di abbondanti residui o di erba abbastanza alta, che potrebbero portare ad ingolfamenti. C'è da dire che tali problemi sono dovuti alla tipologia della macchina e non alla macchina in questione e che per una minima lavorazione in presenza di abbondati residui è preferibile una lavorazione con erpice rotante e seminatrice a dischi.

La visibilità pesteriore, già non eccelsa visto la grandezza e la disposizione della tramoggia, è limitata ai lati dai pannelli con segnali catarifrangenti che delimitano l'ingombro, daltronde i fari di lavoro posteriori danno una buona illuminazione e sono utili per l'utilizzo notturno.

In conclusione l'impressione che abbiamo avuto è stata di una macchina molto solida, semplice ed estremamente produttiva pur essendo di tre metri di larghezza di lavoro. Uniche condizioni che riteniamo fondamentali per un utilizzo efficacie ed agronomicamente efficente è l'adozione di una trattrice abbastanza potente di modo da raggiungere velocità di lavoro adeguate che permettano un correto affinamento da parte del preparatore a molle e l'adozione di pneumatici a grande sezione e, possibilmente, bassa pressione per limitare al minimo il calpestamento e quindi l'effetto ondulato a lavoro finito.



Video della prova.





Importatore italiano: http://www.fiaccadorimport.com/

Articolo a cura di Puntoluce

 

Comments  

 
+1 #3 DjRudy 2009-07-11 23:22
2 anni fa un terzista della mia zona, ha comprato una Bota da 5 metri a circa 15 mila € + iva.
 
 
0 #2 puntoluce 2009-07-11 22:41
Veramente non sò il prezzo della macchina, ma basta fare un trillo a Fiaccadori che è l'importatore per l'Italia
 
 
+3 #1 6490 2009-07-11 21:32
una splendida recensione, complimenti...

la seminatrice e' una bomba....solo una cosa, hai idea dei prezzi?
 

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