Tecnica

Rossetto Combi Var Disc 315 e 360

one_1024x768Da pochi anni è arrivata sul mercato questa nuova tipologia di attrezzatura che rispetto ai tradizionali ripuntatori offrono un maggior interramento dei residui colturali, rispetto all'aratura, anche se l'interramento dei residui non è al 100 %, permettono una maggiore velocità di esecuzione, minor assorbimento di potenza, maggiore larghezza di lavoro, in poche parole maggiore produttività.
Rossetto costruttore Veronese di attrezzature agricole da alcuni anni ha introdotto sul mercato il Combi VAR DISC in modo da rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle imprese agromeccaniche che vogliono ridurre (e talvolta abbandonare totalmente) l'aratura.

Il COMBI VAR DISC Rossetto è composto:

- Fila anteriore di dischi serie Fleaux (diametro 810) regolabili nell'inclinazione (meccanicamente), questi dischi sono brevettati da una ditta francese, che possiede anche il brevetto delle ancore Michel (usate sugli arieggiatori).

- Serie di ancore rigide con sistema di sganciamento mediante viti di sicurezza, disposte su due file a profondità variabile idraulica.

- Fila posteriore di dischi Fleaux con regolazione idraulica dell'inclinazione

- Chiusura idraulica delle sezioni con larghezza di trasporto di 2,5 metri.

Sono disponibili 4 modelli:

-  CDVS/315: 8 dischi anteriori, 5 ancore, 8 dischi posteriori + 2 copridisco, larghezza di lavoro 3,15 metri, portato con ruota posteriore di trasporto. Chiusura idraulica della dischiera posteriore (verso l'alto), larghezza trasporto stradale 2,5 metri.
-  CDVS/360: 10 dischi anteriori, 7 ancore, 10 dischi posteriori + 2 copridisco, larghezza di lavoro 3,60 metri, trainato con doppia ruota, chiusura idraulica di entrambe le sezioni delle dischiere (verso l'alto) e delle 2 ancore laterali (una per parte), larghezza trasporto stradale 2,5 metri.
-  CDVS/400: 11 dischi anteriori, 9 ancore, 11 dischi posteriori + 2 copridisco, larghezza di lavoro 4 metri, trainato con doppia ruota, chiusura idraulica di entrambe le sezioni delle dischiere (verso l'alto) e delle 4 ancore laterali (due per parte), larghezza trasporto stradale 2,5 metri.
-  CDVS/460: 13 dischi anteriori, 11 ancore, 13 dischi posteriori + 2 copridisco, larghezza di lavoro 4,60 metri, trainato con doppia ruota, chiusura idraulica di entrambe le sezioni delle dischiere (verso l'alto) e delle 6 ancore laterali (tre per parte), larghezza trasporto stradale 2,5 metri.

In questo articolo descriveremo i modelli 315 e 360.


COMBI VAR DISC 360


Ecco alcune immagini della macchina:

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DESCRIZIONE DELLA MACCHINA

Analiziamo la macchina nelle regolazioni degli organi lavoranti.

Sia le sezioni anteriori che posteriori sono hanno l'incidenza dei dischi variabile manualmente. La procedura è simile in entrambi i casi, basta infatti allentare le viti (cherchiate di nero in figura), togliere i perni (in azzurro), muovere fino alla posizione voluta la sezione, rimettere i perni e serrare le viti che, essendo passanti in un'asola inferiore (in verde) impacchettano il tutto. Per essere sicuri di aver posizionato in ugual modo i dischi sia a destra che a sinistra basta semplicemente controllare la posizione rispetto ai fori di regolazione, senza quindi dover usare rotelle metriche o simili.

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Il ripiegamento in posizione di trasporto è affidato ad un pistone idraulico per ogni sezione. 

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La larghezza di trasporto è contenuta in soli 250 cm cosa che permette di non essere sottoposti a limiti o a dover fare permessi appositi per poter circolare. La geometria prevede il pistone in posizione quasi verticale infulcrato nei punti B e C, un perno posto all'apice del semitelaio (A). Come si può intuire questa disposizione, studiata ad arte per contenere l'ingombro laterale, rende molto più problematico l'aspetto resistenziale. Difatti, essendo le leve corte, la struttura deve essere in grado di resistere a sollecitazioni importanti localizzate soprattutto in corrispondenza del perno A; inoltre essendo B quasi in corrispondenza di A e tutto il resto del semitelaio rimane a sbalzo e ciò comporta che la struttura sia molto sollecitata a flessione. In fase di lavoro si può notare una minima oscillazione, forse dovuta a questa geometria, che non dovrebbe portare a conseguenze negative se il dimensionamento della struttura ed i materiali utilizzati sono adeguati.

Il ripuntatore è diviso in 3 sezioni con 5 ancore centrali e due ripiegabili, in posizione di lavoro vanno inserite due spine di sicurezza e la regolazione della profondità è assicurata da due pistoni idraulici che agiscono su un telaio a parallelogramma.
Tale sistema permette un movimento sempre parallelo al terreno, sia nell'incidenza che trasversalmente; la procedura da seguire per la regolazione è la seguente: si alza la macchina tramite il carrello fino ad avere l'altezza dei dischi da terra desiderata, si procede ad abbassare il ripuntatore finchè non tocca a terra. A questo punto le ancore avranno una profondità superiore a quella di dischi della misura desiderata e si può procedere con la lavorazione. E' importante ripetere la procedura ogni volta che si voglia regolare il ripuntatore per non incorrere in errori di parallelismo rispetto al terreno, cosa che porterebbe ad una profondità di lavoro non uniforme.
Le ancore sono ditate di vite di sicurezza a taglio ed esplosori inferiori per una corretta fessurazione del terreno.

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I dischi Fleaux hanno un profilo aggressivo con incavi di 18 cm che permettono, grazie anche al peso della macchina, una penetrazione ottimale anche su terreno tenace; su terreno con monor portanza dove potrebbe esserci un problema di eccessiva profondità di lavoro basta sostenere il tutto con le ruote di trasporto. I supporti degli alberi dei dischi, in acciaio quadro da 50 mm di lato, sono oscillanti, lubrificati tramite ingrassatore e dotati di due cuscinetti oscillanti a rulli conici con protezione antiusura.

Alle estremità delle sezioni sono previsti un disco coprisolco al posteriore ed uno con una particolare bombatura all'anteriore. I raschiaterra sono adeguatamente dimensonati e fissati ad un robusto telaietto supplementare.

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L'assetto in strada e sul campo può in parte essere variato tramite il martinetto posto a meta della barra di collegamento (A). Il carrello di trasporto è azionato da due martinetti (B) e dotato di ruote di dimensioni generose per avere una buona galleggiabilità sul campo e sicurezza su strada; è installato anche un accumulatore d'azoto con la funzione di smorzare le sollecitazioni in trasporto ed escludibile tramite una valvola ad azionamento manuale.

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L'aggancio al trattore è garantito da un occhione di terza categoria; il tiro, infulcrato alla macchina tramite due perni di generoso diametro è ancorato tramite una piastra asolata ad un tirante a sua volta collegato al carrello. Questo sistema permette sia un'oscillazione libera (in un range determinato dall'ampiezza dell'asola) del timone in fase di lavoro di modo che l'adattamento al terreno sia adeguato, sia un sollevamento totale in fase di trasporto. E' inoltre presente un blocco manuale di sicurezza per evitare le oscillazioni su strada nei lunghi trasferimenti.

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PROVA IN CAMPO

La prova si è svolta su un terreno di medio impasto in tempera con stoppie di grano.
In queste condizioni il lavoro svolto si è rivelato senz'altro buono, con buon rovesciamento dei residui colturali alla profondita di lavoro voluta. Le ancore infatti erano regolate a circa 35 cm di lavoro, i dischi per la loro conformazione entrano per circa 20 cm cosa che unita agli esplosori permettono di muovere uniformemente il terreno per tutta la larghezza di lavoro.
La zollosità è ridotta grazie alle due file di dischi che affinano il terreno, anche le zolle prodotte dal ripuntatore. Con questa lavorazione, anche su terreni tenaci siamo in grado di poter seminare frumento con una seminatrice combinata o una coltura primaverile evitanto almeno un passaggio di coltivatore o di erpice rotante. Il terreno è lasciato quasi pari, solo leggermente rialzato al centro; non è una grave mancanza piuttosto la conseguenza di tenere i dischi regolati in modo che vadano bene in tutte le condizioni, per non dover sempre cambiare l'inclinazione.

Nelle condizioni in cui si è svolta la prova abbiamo notato che per non lasciare delle strisce di terreno non mosse dal ripuntatore l'operatore doveva sovrapporre di una trentina di cm la passata precedente. Ci siamo dunque chiesti se non fosse stato il caso di aggiungere due ancore al ripuntatore di modo da aumentarne il fronte di lavoro, ma la cosa, ci è stato detto dal direttore tecnico dell'azienda, non viene fatta perchè poi si avrebbero problemi in condizioni di terreno umido o bagnato.
Grazie al peso elevato, 57 quintali, il Combi-Var-Disc non ha problemi a mantenere la profondità desiderata, anzi in condizioni ti terreno soffice e di scarsa portanza si può abbassare il carrello per evitare l'eccessivo affondamento dei dischi. Anche la stabilità è egregia, il trattore tira dritto e la macchina non trasmette le sollecitazioni tipiche di un ripuntatore, l'unica cosa che ha attirato la nostra attenzione è stato il beccheggio delle sezioni a dischi dovuta forse ad una non perfetta tenuta dei martinetti o ad una flessione della stuttura.

Lo sforzo di trazione è sicuramente notevole, i 270 cavalli del John Deere 8410 ci vogliono tutti per tenere un'andatura attorno ai 7-8 Km/h comunque la produttività è elevata ed i consumi contenuti rispetto all'aratura, magari in alcune occasioni si è innescato un saltellamento all'anteriore cosa che non sarebbe occorsa se vi fosse stato un ponte sospeso nella trattrice, in questo caso un leggero calo della velocità bastava a far stabilizzare la macchina per poi procedere a piena potenza. E' indubbio che comunque questa macchina più potenza ha a disposizione meglio lavora, quindi in questo caso i gommati o i Trak over 350 cv ben zavorrati sono sicuramente i trattori più indicati per massimizzare la produttività del Combi Var Disc 360.


FOTO CDVS/360 al LAVORO

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Ecco invece una lavorazione fatta ai primi di luglio su terreno argilloso bagnato accoppiato con un John Deere 8420:

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Anche su terreno argilloso e calpestato (causa raccolta fagiolino), la macchina lavora bene ma i 300 cv dell'8420 ci vogliono tutti e difficilmente si passano i 7-8 Km-h con 20 cm di profondità di dischi più 15 circa di ripuntatore. Su terreno medio impasto e meno maltrattato le cose sicuramente miglioreranno arrivando agevolmente a 10 Km/h incrementando sia la capacità di lavoro che l'interramento, già comunque buono, dei residui.
Una riflessione: in quel terreno delle foto così maltrattato probabilmente (anzi sicuramente) se il solito trattore fosse entrato con un aratro (tri o quadrivomere)  o se ne andava a casa (perchè non ce la faceva ad arare, oppure se arava venivano fuori una serie di zolle molto grandi con relativo elevato consumo energetico per il successivo raffinamento), mentre con un ripuntatore tipo Craker l'elevata quantità di residui colturali (a fibra lunga) probabilmente comportava l'intasamento dell'attrezzo e l'impossibilità di lavorare.
Invece il Combi Var Disc è riuscito a lavorare consentendo un'ottima capacità di lavoro (circa 1,8 ettari/ora effettivi) e un buon risultato sia come interramento sia come dimensione media delle zolle.


VIDEO CDVS/360



COMBI VAR DISC 315

Durante il Tractorum in campo abbiamo avuto modo di provare la versione portata da 3,15 metri di lavoro accoppiato a un New Holland T8050.

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Macchina portata, adatta a trattori anche di potenza inferiore ai 300 cv, ma su terreno pesante occorrono comunque almeno 250 cv e oltre 100 q.li di peso per poter lavorare senza particolari problemi.

Le regolazioni del ripuntatore, e dell'inclinazione delle dischiere avviene in modo del tutto simile al modello 360, in questo caso però la dischiera anteriore che è larga 2,5 metri è fissa, mentre quella posteriore (larga 3,15 m) si chiude, la ruota posteriore viene utilizzata esclusivamente per il trasporto stradale in modo da ridurre il carico sul sollevatore.

FOTO CDVS/315 al LAVORO

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Terreno argilloso molto secco, coltura precedente sorgo, velocità di lavoro 9-10 Km/h, profondità di lavoro 20 cm dischi + 10-15 cm le ancore. Ottimo interramento dei residui, abbiamo fatto una prova anche su stocchi non trinciati e non abbiamo avuto nessun problema di intasamento.

VIDEO CDVS/315



ARATURA vs COMBI DISC VAR

In occasione del Tractorum in campo c'erano varie macchine al lavoro tutte sullo stesso appezzamento, una ghiotta occasione per poter confrontare il risultato dell'aratura tradizionale fatta a 30 cm con trivomere fuorisolco, e il risultato del passaggio del Combi Var Disc.

Terreno Arato con trivomere a circa 30-35 cm di profondità:

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Stesso terreno dopo passaggio di Combi Var Disc 315 20 cm di dischi + 10-15 di ripuntatore:

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Le immagini parlano da sole, nel caso del Combi Var Disc la zollosità media è più che dimezzata, e l'interramento degli stocchi è circa il 70 %, con l'aratura si arriva al 95 % di interramento di stocchi ma la zollosità è molto più elevata e il terreno molto meno pareggiato con indubbi vantaggi nei confronti del Combi Var Disc in termini di riduzione degli input energetici per le successive operazioni di affinamento.

Nell'areale dove lavora la Terratech (Cooperativa di servizi agricoli operante nel Ravennate proprietaria dell'8410 e Combi Var Disc 360), c'è una gran variabilità di colture, oltre ai tradizionali: grano, mais, girasole, soia, medica, ci sono moltissime colture da seme, e altre coltivazioni specifiche. Per cui è difficile che ci sia da fare molto ringrano (dove è pressochè indispensabile arare per ottenere produzioni dignitose), ma è altresì vero che in quelle zone ci sono dei terreni che anche se non vengono arati devono comunque subire una lavorazione di una certa intensità per rendere al meglio, e questa tipologia di attrezzo è adatta proprio a questo tipo di lavoro.
Dopo girasoli, mais, o soia per chi non vuole fare il grano su sodo, è perfetto, così come dopo grano per chi non vuole arare per fare mais o girasole anche in questo caso è perfetto. Un'azienda agromeccanica come la Terratech deve offrire ai suoi clienti tutta una serie di opzioni, e dato che piano piano l'agricoltura conservativa sta prendendo piede anche in Italia un attrezzo del genere non può non essere presente in quell'areale.


CONCLUSIONI

L'utilizzo di tale macchina risulta idoneo sui terreni di medio impasto - argillosi, i quali esigono, per il ripristino della struttura e per creare un adeguagata capacità idrica di campo, una lavorazione ad almeno 30 - 35 cm, soprattutto quando i terreni dovranno ospitare una coltura a semina primaverile (girasole, sorgo, mais..).
L'aratura, viste anche le non favorevoli contingenze di mercato, può risultare un'operazione dal costo eccessivo e/o superflua. Da diversi anni veniva surrogata da macchine diverse, tipo il "Cracker" Alpego o da erpici a dischi, entrambe con evidenti limiti: il cracker se da un lato consente una soddisfacente profondità di lavoro, pone come limite la scarsa capacità di sovescio del residuo ed una inevitabile tendenza all'ingolfamento in forte presenza di residuo o di malerbe, oltre ad una inevitabile zollosità qualora si operi su terreni tenaci e secchi. La lavorazione con erpice a dischi, se da un lato può essere soddisfacente in quanto a sovescio e zollosità, soffre il limite di una limitata profondità di lavoro, soprattutto su terreni secchi e forti, e, in caso di terreno bagnato, una inevitabile tendenza a creare suola di lavorazione che impedisce la corretta percolazione dell'acqua piovana.
Queste nuove generazioni di macchine come il Future della MaAg o il Rossetto Combi Var Disc, coniugano i vantaggi del "cracker" e dell'erpice a dischi, surrogando e consentendo un notevole risparmio dei costi rispetto alla classica aratura.

Ringraziamo la Cooperativa Terratech e il direttore Andrea Ridolfi per aver messo a disposizione i mezzi per la prova.

Articolo a cura di: Jd Fan, Puntoluce e Dj Rudy
























Comments  

 
0 #3 BitFeed 2015-07-11 02:58
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0 #2 puntoluce 2010-02-15 09:18
ciao Cat power, benvenuto sul forum!

finalmente uno che ci può illuminare sul "discone" originale!

direi di continuare su questa discussione http://www.tractorum.it/forum/attrezzature-da-campo-aperto-f19/coltivatori-combinati-pesanti-alternativi-allaratura-1448/index11.html

le domande sicuramente non mancheranno....
 
 
0 #1 Cat power 2010-02-15 00:04
Ciao a tutti, io possiedo da alcuni anni il concorrente o forse l' originale, cioè il ma/ag the future trainato.. Un prodotto innovativo e prestante ma che vuol conoscere chi lo tira in campo...

Se avete domande sono a disposizione del forum
 

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