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ps credo fermamente che le bioenergie in agricoltura siano un'opportunità da cogliere, ma nella misura giusta, alcuni potevano fare il Mw altri no, alcuni possono fare il 100 Kw altri no.
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Per inciso gli impianti che sono falliti non sono colpa del biogas e perchè non hanno ascoltato nessuno prima e si sono convinti delle minchiate che si dicevano in giro!!! Di dimensionamenti tra messaggi privati, telefonate e mail ne ho fatti almeno 300 o 400, solo che con 50 ettari e 100 vacche il megawat non ci sta nemmeno se le vacche stanno in diarrea 365 giorni all'anno!!! Di sottoprodotti a costo zero non ce ne sono quasi più proprio per colpa di tanti che hanno sovradimensionato di troppo e oggi hanno fame, poi molti hanno fatto impianti improvvisati con ditte che costavano magari il 30% meno di altre, e quando dicevo guardate le potenze istallate, il rendimento dei cogeneratori ecc ecc sembravo il pirlotto di turno, senza contare quelli che mi chiamano perchè dopo 3 mesi di start up hanno ancora la macchina al 50%, ecco perchè alcuni se la passano male...
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Il bioacceleretor è essenzialmente l'estrusore che a quanto ne so io hanno sempre dato in comodato d'uso e praticamente tutti lo hanno restituito al mittente a quanto ne so. Le mie considerazioni sono essenzialmente 3: 1) mi devono spiegare come vanno a toccare una molecola grossa come un globulo rosso con un trattamento prevalentemente meccanico. 2) la lignina non viene fermentata dai batteri, ma da alcuni ceppi fungini che in un impianto a biogas non ci sono a meno che non venga effettuata integrazione con enzimi (ma qui si apre un'altra discussione). 3) per quanto riguarda gli autoconsumi avevo guardato direttamente quelli della casa costruttrice tedesca un annetto o due fa, e per l'insilato davano 6-7 Kw per tonnellata prodotta solo l'estrusore, se sommi i costi di manutenzione della macchina non è propriamente poco ( e stai trattando insilato di mais non paglia) l'effetto positivo che loro molto spingono è sulla velocità di feremntazione (vero) e sul risparmio di miscelazione (forse dipende anche da altri fattori) anche perchè BTS ha mixer se non ricordo male da 22 Kw l'uno in immersione. Che si fermenti più fibra in parte può anche essere vero che si sfrutti anche la lignina dubito, essenzialmente a naso dico che è uno specchietto per nascondere un altro problema, cioè l'indigerito in fondo al processo che molti impianti aimè hanno, dovuto non alla biomassa ma a errori di dimensionamento.
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Avrai visto l'ocr di AB, secondo me è non ha senso un motore già depotenziato depotenziarlo ulteriormente e aumentare i costi di manutenzione (abbassando anche l'efficienza stessa del motore). Per quanti riguarda gli impianti di piccole dimensioni bisogna attendere ancora un pochino fidati, qualche mesetto. Non ti serve un full service su un impianto da 100 kw, i motori non sono tracsendentali e le parti meccaniche non sono introvabili, fidati anche di questo.
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sotto i 250 kw puoi consegnare in bassa tensione, quindi peggio ancora se non sei vicino al punto di consegna (perdite consistenti)
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Parti con il piede sbagliato, non cercare un busines plan confezionato, cerca i dati per costruirtelo
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Ricco di zolfo come tutte le essenze proteiche, poi ricco=problemi è da vedere, io sono meno scettico (meno biomassa proteica senza liquami = carenza di azoto=più biomassa in ingresso e fermentazioni incomplete). Non esistono regole vere al 100%. Il 2% è una stima, ma oscilla tra il 2 e il 5, 10% e oltre se hai una pessima trincea, difficile in impianti di biogas visto i fronti e le altezze. Per il sorgo neanche io lo pensavo, ma ha ricacciato!!! Tenore metano dipende dalla dieta, 52-56% (più verso il 56 se ho matrici povere es liquami). Controlli secco e la sostanza organica in uscita assieme ai mc in uscita, e fai le tue valutazioni. Oppure puoi fare anche un biogas test e vedi quanto gas cede ancora il tuo digestato. Non è vero che nei bags viene sempre bene il materiale, al di la del costo (meglio ammortizzato per un pastone, la praticità non è molto buona, è un buon rimedio se non ho ancora realizzato le trincee.
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considero un 2% di calo peso. considero sul tq circa 230 mc di biogas per il mais, e 180 per il triticale. Il sorgo si ho seminato sorgo da granella ho fatto uno sfalcio buono, prodotto circa 35 t/ha, e un secondo sfalcio inaspettato da 25 t/ha ma con poco panicolo, le rese semprano di poco superiori a un triticale attorno ai 200 nmc, meglio rispetto allo zuccherino che avevo utilizzato in passato (la cui trincea non mi era assolutamente piaciuta).
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Con rese medie di 50 t/ha circa 80 ettari
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Allora ho calcolato che dovresti produrre circa 15000 mc anno di liquame con i capi che mi hai indicato, con questa quantità fai un 65 Kw, se vuo arrivare al 250 devi introdurre anche 4100 ton/anno di insilato di mais ( o valutare sottoprodotti)
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Il siero di latte va molto bene ha una produzione sul secco paragonabile ad un buon insilato di mais e costa molto meno, l'importante è che ti autorizzino ad utilizzarlo (è un sottoprodotto di origine animale), non sono sul mio pc (la bibbia sulle rese), quindi mi riprometto di risponderti domani sul potenziale in gas che ha il tuo liquame, presumo quindi che hai stabulazione libera con cuccette? Tony gli impianti schmack piccoli ho solo alcune informazioni tra l'altro rubacchiate qua e la, so che girano, il lavoro so che si è concentrato sugli autoconsumi per i molto piccoli (50 Kw di potenza) che si aggiravano sul 15% e so che li stavano riducendo, non appena so qualche cosa in più anche di più tecnico non mancherò, sul sito c'è già qualcosa comunque.
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Se l'incentivazione sta su, e i piccoli impianti che tanto attendiamo girano come ho visto, lo farai sicuramente.
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Avevo capito che avevi un impianto, invece che ne avevi uno vicino.
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La pura che mi fa il nuovo conto energia è che c'è una linea implicita che comincia ad aprire ai rifiuti. Le analisi economiche le si faranno quando ci sarà qualche cosa di sicuro, comunque sotto i 22 centesimi non ci si sta dentro, e già a 22 bisogna ragionarci su molto bene. Il problema grosso è anche il credito, alcuni impianti autorizzati non partono per problemi di finanziamento da parte delle banche, è per quello che molti cercano soci industriali con capitali, e a suo tempo lo avevo detto, che le aziende che hanno potuto farlo lo avevano già fatto, poi sono arrivate le aziende che erano già indebitate per quote/stalle/capannoni ecc, e queste nonostante abbiano magari anche l'autosufficienza più dell'80% faticano a farsi prestare soldi, è questo è grave perchè anche per loro sarebbe una validissima opportunità di integrare il reddito (e non parlo di impianti necessariamente grossi).
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Per chi chiedeva della schmack...Io ho 3 impianti schmack a cremona i primi due ormai funzionano da 3 anni, se volete venire a vederli nessun problema. I micro impianti della schmack sono molto seguiti e in tanti li attendono sono in test da ormai quasi più di un anno, aspettiamo che arrivino anche in italia!!!! (Mi pare questa primavera) Non è vero che gli impianti non vanno solo a mais, necessitano di integrazioni con alcuni oligoelementi altrimenti calano di resa perchè vanno in carenza (esperienza diretta). Tonytorri hai un impianto schmack? di dove sei? Non è ancora passato nulla della nuova normativa, anche se tra le righe si legge che si apre in direzione rifiuti, posto comunque l'attività connessa. Per valutare le quantità che entrano in impianto: 1) Si compra a peso 2) Esistono i facsicoli aziendali e comunque non puoi inventarti numeri fuori molto dalle medie. Per dire che è molto difficilie fare tornare i numeri se non si è in regola (anche perchè se non dimostri l'autorizzazzione te la sogni)
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Al di la della terra, che è giustissimo, la paglia i riso è anche ricca di ceneri (e ha anche un alto contenuto in silice che non piace ne al motore ne alle valvole), potrebbe andare in una caldaia a biomassa per produrre corrente, ma anche in questo caso mischiata con qualche cosa d'altro perche la silice ad alta temperatura forma struvite che rompi solo con un martello pneumatico. Per chi chiedeva degli impianti qualche info in più?
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Colture e sottoprodotti dedicati all'alimentazione di impianti biogas
green ha risposto a DjRudy nella discussione Bioenergie
Meglio dell'orzo secondo me è il frumento, non credo che l'orzo sul secco abbia la stessa resa del mais, almeno i pochi dati che ho smentiscono la cosa. Per quanto riguarda i preti stabili la resa si aggira tra i 300 e 400 Nmc di biogas/t ss. Attorno a 450 l'erba medica. ma ci sono pochi dati. -
Esatto punti di vista, io dico che nel complesso è un'ottima opportunità economica e ambiantale come ho spiegato in diversi miei post in dietro, come per me lo sono tutte le bioenergie. Oggi si ragiona anche sui metodi di lavorazione, ad esempio l'aratura libera CO2 perchè aumenta la mineralizzazione della sostanza organica, ma nessuno oggi si sogna di dire che la lavorazione tradizionale inquina (per ora), si fa il ragionamento su costi ettaro. La risposta classica è: se la mia terra non la aro ci faccio poco (in parte vero specialmente in alcuni terreni pesanti e freddi) però la verità è questa.
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Bioenergie Italiane: reale opportunità per l'agricoltore?
green ha risposto a DjRudy nella discussione Bioenergie
Quoto albe 86, e chiudo l'OT dicendo 2 cose: - siate minuziosi nel fare i conti - si per come la vedo io, l'imprenditore punta a massimizzare il profitto, e punta sia all'innovazione che allo sviluppo. E in tal senso si l'impianto di biogas come tutte le bioenergie sono una reale opportunità non solo per l'agricoltore, ma per il nostro paese.- 218 risposte
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Bioenergie Italiane: reale opportunità per l'agricoltore?
green ha risposto a DjRudy nella discussione Bioenergie
Sono contento se te la pagano la qualità ma non sono cosi sicuro che quello che spendi per farla ti sia remunerato giustamente, fare qualità costa e lo sai meglio di me (a partire dall'alimentazione per arrivare alla lettiera, fino ai piedi e agli indici di stalla), non so se uno che non arriva a prendere i premi si tiene intasca meno di uno che ci arriva sempre. E comunque intendevo anche che il consumatore finale spesso non scieglie la qualità, ma bada al prezzo. per i costi, se compro un bilico di mangime in proporzione mi costa meno che un bancale, e cosi per molto altro. Se ci riesci fidati che sono davvero contento per te. Fare più utile a cosa serve? ti direi per investire nuovamente se vuoi innovazione e sviluppo e per avere più forza finanziaria, altrimenti si puoi sciegliere di andare avanti con quello che hai.- 218 risposte
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Devi avere un contatore UTF anche per gli autoconsumi, piombato e mi pare anche meccanico. Il motivo per cui a piacenza, parma non ci sono molti impianti è l'iter autorizzativo (a carpaneto uno c'è solo ci ha messo un bel po a costruire), poi magari sarà anche il parmigiano, da noi a cremona invece si fa tutto grana, carne e energia!!! E poi perchè da noi le regole sono un po più chiare e con la nuova normativa i tempi almeno per l'autorizzazione è certo, quindi se le rispetti nessuno ti puo dire no. Quoto il discorso mais. Tonytorri vedi allora che non è l'energia pulita il problema
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Assolutamente non la sto prendendo sul personale anzi, mi è sempre piaciuto confrontarmi, qualche volta eccedo nello spiegarmi, ma niente di personale, visto che si parla tra persone civili. io invece penso che sia una rinnovabile al pari dell'eolico (che per qualcuno inquina con campi elettromagnetici e impatto visivo), come il fotovoltaico (non a terra, ma sui tetti che per altri come impatto in termini di energia è negativo per via del silicio, perchè arriva dall'altra parte del mondo eccetera, se invece arriva dall'altra parte del mondo la carne va bene vabbè ma è un altro discorso). La pianta di mais: O va in carne e latte e quindi parte in metano durante la digestione e poi in refluo (l'indigerito) riutilizzabile negli impianti (benissimo e daccordissimo ben venga e felice di chi lo ha fatto) O va in biogas direttamente tutta (in aziende senza zootecnia, in aziende zootecniche che hanno eccesso di terra) e per me va benissimo pure questo, perchè se non gudagno vendendolo sul mercato posso valorizzarlo al pari di uno che da valore aggiunto al cereale facendo latte o carne o entrambi. Quello che non capisco è: 1) perchè io non posso cotruire un impianto se ho la superficie per smaltire il mio refluo e la superficie per produrmi la biomassa? 2) perchè se io non posso costrure l'impianto la stalla che non ha terra a sufficienza per smaltire il proprio refluo e chiede la firma non interessa niente a nessuno? 3) perchè l'azienda zootecnica può anche non prodursi tutta la biomassa che serve all'alimentazione del proprio bestiame, ma può utilizzare in parte in razione nuclei finiti fatti con componenti che vengono da ovunque (soia, semi di cotone ecc), questo non ha impatto ambientale? Il mio discorso vuole solo smontare il fatto che il biogas se inquina inquina al pari della stalla di vacche da latte, al pari dei suinicultori, del pannello di fotovoltaico che viene dalla cina, dell'eolico che rovina la vista in sicilia o sugli appennini. Agricoltori/allevatori svegliatevi/ci!!! Che vi fregano non sono i biogas, sono quelli che dal palco parlano dicendo che il latte è estero senza fare un cavolo di niente, che il prosciutto arriva dalla romania senza fare nulla, che la conserva viene dalla cina imitando il marchio e se ne sbattono, che l'olio arriva dalla turchia e non sanno come, che il nostro vino è il più buono (ed è vero) e non lo tutelano all'estero e non controllano le produzioni. Il biogas deve andare solo a rifiuti, sono d'accordo dateci la possibilità di farlo!!! Ma poi non lamentatevi se sui campi si fan dei danni, non tutti sanno quello che fanno.
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Bioenergie Italiane: reale opportunità per l'agricoltore?
green ha risposto a DjRudy nella discussione Bioenergie
Bene sono contento per voi ma lo dico davvero con il cuore, vengo da li anche io. Hai detto una cosa sacrosanta in quantità non possiamo competere con francia germani, stati uniti ecc, speriamo però che almeno la qualità ce la paghino. hai detto inoltre un altra cosa sacrosanta, in italia siamo in tanti con poca terra e in più c'è la montagna. Mettici un'altro dato che i giovani in agricoltura sono calati, uno perchè tanti fanno fatica ad adeguarsi ai ritmi e ai tipi di lavoro e due perchè si fa fatica a trovare spazio. La mia critica nelle aziende da latte piccole era perchè ne ho davanti alcune che non stanno in piedi, non che tutte quelle piccole siano in chiusura. Però è ovvio che una azienda da latte piccola ha dei costi diversi da una azienda da latte grossa. L'operatività è differente, la gestione è differente. E' per quello che ho sempre detto che non tutti sono in grado di gestire centrali a biogas, il salto da 50 vacche alla centrale da 1 Mw è un abisso, i contratti sono differenti, la gestione è differente per fare utile, e ho sempre sostenuto di dimensionare correttamente l'impianto alle proprie capacità aziendali (almeno un 80%). Tuo nonno non aveva torto, solo che qualc'uno non ha portato a casa neanche i pochi negli ultimi anni.- 218 risposte
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Ma io non sto dicendo che criticate gli impianti. L'analisi di fattibilità dell'impianto eccome se cè. L'autorizzazione unica lo è e se non hai i requisiti non parti, non qualc'uno tutti i requisiti. E il GSE controlla tutto oggi anche l'alimentazione. Sul territorio non è controllato l'impatto? Certo che lo è sia la paesaggistica che la viabilità. E se uno ha i requisiti cioè terra a sufficienza per smaltire il digestato e 51% dell'alimentazione (anche se nessuno costruisce con meno del 70%) l'economicità del progetto sono cavoli suoi, guadagna o perde sono cavoli suoi. Non è che perchè uno sta perdendo che un altro non possa guadagnare, l'incentivo si abbasserà, oggi le amministrazioni sono più contente se in razione metti anche dei sottoprodotti (e verificano che siano tali!!!), il mercato si sta evolvendo. La verità è che di pappa per noi ce n'è tanta a meno prezzo in extra UE, e se vuoi continuare a fare il tuo lavoro dei inventarto qualche cosa, perchè il tuo vicino di casa quando va a fare la spesa controlla il totale alla cassa. Non fatemi i discorsi morali nel dire "a ma quel mais li è per alimentazione zootecnica o umana". Palle se non è remunerativo produrlo per quello si fa dell'altro, il gasolio per coltivare quei terreni lo si è sempre speso, lo si è speso per irrigare e per produrre latte e carne, ed è meno inquinante che per il biogas? Almeno nel biogas butto in aria solo CO2 e non metano, e magari siamo anche più controllati per la gestione del refluo, visto che c'erano stalle che non avevano vasche e terreni a sufficienza, o questi inquinavano meno del biogas? La verità è che rode a chi deve purtroppo aimè chiudere, e me ne dispiace anche a me sul serio, ma se si vuole un settore diverso questa è la strada da percorrere, non il biogas, ma la chiusura di molte aziende che non sono più competitive, la flessione dell'offerta di latte e carne, oggi purtroppo non c'è solo domanda e offerta ma c'è di mezzo una certa bestia chiamata mercati finanziari, ci sono molte speculazioni e le dinamiche per fissare il prezzo sono piuttosto complicate. Se le bioenergie sono un'alternativa al latte e la carne benvenga, il problema è che non ci mette ma d'accordo perinvestire in maniera sensata. Qualche anno fa pensavo: "ma sai che respiro per le aziende può essere? Pensa a tutti quei piccoli monocultori che possono fare una centrale consortile e guadagnare qualche cosa, o possono fare un contratto per il conferimento del mais, ecc." Invece oggi: chi è piccolo non conferisce al biogas perchè spara cifre iperboliche per poi pigliarne la metà sul mercato, chi ha provato a mettersi in società (per fortuna alcuni e spero altri ci sono riusciti) ha litigato ancora prima di cominciare su a ma il terreno della realizzazione a ma la gestione a ma il finanziamento... Chi è riuscito a mettersi in piedi spero che prosegua e che vada bene, e spero che non intaschi solo il guadagno, ma che faccia un discorso più imprenditoriale. Se facciamo il discorso sul prezzo mi sta bene ma è presto smontato. Se lo facciamo sulla morale, ogniuno può pensarla alla sua maniera e niente è giusto o sbagliato.
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Bioenergie Italiane: reale opportunità per l'agricoltore?
green ha risposto a DjRudy nella discussione Bioenergie
Vorrei sapere se qualcuno prende 1500 euro ettaro di affitto!!! C'è qualcuno qui del forum che li prende? Ho è solo un sentito dire. Comunque sarà la fortuna di pochi? Chi aveva la stalla e ha ipotecato tutto per le quote latte ha speso gli stessi soldi di una centrale a biomassa, solo che oggi quelle quote li valgono meno di un litro di acqua. Sul lastrico non ci sono solo gli agricoltori, ma nache gli operai che invece che comprare il crudo di parma, comprano il crudo nostrano, il latte tedesco, la carne argentina, ecc altrimenti non arrivano alla fine del mese. E agli allevatori rode se la carne di maiale vale 1,40 quando ci costa produrla 1,50, ci lamentiamo delle DOP che paghiamo per tutelare e invece sono solo falsi!!!! Ma non scherziamo su!!!! I mercato ormai non sono globalizzati, il prezzo non lo fa più la stagione lo fanno le società di investimento. Chi ha 10 ha, fa bene ad affittarli tanto con 10 ha non campi, almeno pigli qualche cosa e vivi tranquillo, chi ha 50-60 vacche in mungitura oggi non ha senso che stia in piedi, invece fino a ieri si teneva in piedi chiunque, bisogna essere competitivi e basta ma soprattutto saper fare i conti. Altro che kilometro zero e il latte della lola, belle parole che nella realtà non hanno riscontro. L'insalata la comprano confezzionata di serra, il latte microfiltrato a lunga conservazione e chi se ne frega se ha un punto in meno di proteina o di grasso, la gente normale non sa nemmeno che cos'è la proteina e il grasso. Non facciamo gli ipocriti su. L'agricoltura è un settore fermo, e bisogna muoverlo per tenerlo al passo con i tempi. Nuove tecnologie, nuovi sistemi di lavorazione, nuove rotazioni, cosi si va avanti, e se non rende più il cibo ma rende di più l'energia che sia. In germania da fine anno gli impianti non potranno più avere in razione più del 30% di silomais, però è 20 anni che hanno il biogas, vediamo da noi cosa succede, ripeto per parlarne bisogna prima creare il settore.- 218 risposte
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